A cura di Stefania Lessio
Co-Fondatore panspandasmed e Pans Pandas Advocate in Italia
Ci sono storie che non si dimenticano. Storie che restano dentro perché raccontano il dolore, la solitudine, ma anche la forza incredibile di una madre che non si arrende mai. Davvero mai.
Ho conosciuto Donatella qualche anno fa e sono rimasta senza parole davanti alla sua testimonianza.
Una storia dura, fatta di sofferenza, incomprensioni e anni trascorsi alla ricerca di aiuto e risposte, proprio come accade a tante famiglie che affrontano la PANS/PANDAS.
PANS/PANDAS dopo un’infezione: l’inizio della malattia di Simone
Suo figlio Simone aveva appena 13 anni quando, a seguito di un’infezione da EBV, iniziò a manifestare i sintomi della PANS/PANDAS.
All’improvviso comparvero aggressività, cambiamenti comportamentali, difficoltà emotive e una trasformazione così profonda da rendere irriconoscibile quel ragazzo che, fino a poco tempo prima, conduceva una vita normale. Dolce, gentile. Quel Simone non c era piu.
Per ben 14 anni Simone è rimasto senza diagnosi.
Quattordici anni in cui quella famiglia ha vissuto senza sapere cosa stesse realmente accadendo.
Nel frattempo, il ragazzo veniva giudicato, deriso e additato nel suo paese.
Nessuno riusciva a comprendere che dietro quei comportamenti c’era una malattia neuroinfiammatoria devastante.
Una diagnosi arrivata dopo 14 anni di sofferenza
Quando Donatella arrivò a parlare con me, era distrutta.
Dopo aver ascoltato la loro storia, la indirizzai da quello che sarebbe poi diventato il medico che ha cambiato la vita di Simone: il Dr. Carlo Capone. Un neuropsichiatra di ampie vedute che, insieme a un pool di specialisti, iniziò finalmente a trattare il caso in modo multidisciplinare.
Ogni medico si occupò di un tassello fondamentale: chi del microbiota intestinale, chi della dieta, chi degli integratori, chi della parte neuropsichiatrica e immunologica.
Un lavoro complesso, costruito passo dopo passo, che lentamente iniziò a restituire Simone alla sua famiglia, se pur con un’invalidità…
L’aggressività nella PANS/PANDAS e il dolore delle famiglie
L’aggressività era il sintomo più invalidante. Era ciò che consumava ogni equilibrio familiare e sociale.
Nel frattempo, la situazione era diventata insostenibile anche per i genitori. Il padre di Simone ebbe un infarto.
Donatella stava male fisicamente e psicologicamente. Troppi anni trascorsi vivendo accanto a un figlio che molti consideravano “irrecuperabile”.
E intorno a loro aumentavano anche gli approfittatori. Persone pronte a provocare Simone, a esasperarlo, a sfruttare la sua fragilità per interesse personale o economico.
Cause civili, tensioni continue, isolamento sociale: il dolore sembrava non finire mai.
Ma Donatella è una tigre indomita. Un madre coraggio!
Simone, per lei, è sempre stato una ferita aperta, carne viva che sanguinava ogni giorno. Eppure non ha mai smesso di amarlo.
Anche nei momenti più difficili, anche quando la malattia lo rendeva aggressivo nei suoi confronti, lei sapeva una cosa fondamentale: quello non era davvero suo figlio. Era la malattia ad agire per lui.
Le cure per la PANS/PANDAS e il ritorno alla vita
Poi finalmente arrivano la diagnosi di PANS/PANDAS e le cure appropriate.
E lentamente qualcosa cambia. L’aggressività inizia a diminuire, gli equilibri familiari si ricostruiscono e, poco alla volta, si torna a vivere.
Non è un percorso semplice, né immediato. Ma per la prima volta dopo anni compare una parola che sembrava impossibile: speranza.
