A cura di Stefania Lessio
Co-Fondatore panspandasmed e Pans Pandas Advocate in Italia
Di recente abbiamo sottoposto all’attenzione del Ministro Valditara, che stimiamo molto, una proposta organica finalizzata alla valorizzazione del merito e delle competenze del personale docente e al rafforzamento della qualità del sistema scolastico nazionale, con particolare riferimento alla continuità didattica, alla gestione degli studenti con bisogni educativi complessi e al benessere scolastico.
La proposta nasce dall’iniziativa di un ampio gruppo di genitori provenienti da diverse realtà italiane ed è stata elaborata da PANSPANDASMED.info e dal Laboratorio Salute e Società del Comitato Milanese M’Impegno – Insieme Responsabili, sulla base delle criticità che le famiglie riscontrano quotidianamente nel rapporto con il sistema educativo.
La scuola italiana dispone di un impianto normativo avanzato e di professionalità di grande valore.
Allo stesso tempo, l’esperienza delle famiglie evidenzia alcune problematiche che richiedono crescente attenzione:
la discontinuità del corpo docente;
la difficoltà nella gestione di classi sempre più complesse;
l’applicazione non omogenea degli strumenti di inclusione e, soprattutto,
la necessità di rafforzare le competenze relazionali e didattiche necessarie per accompagnare studenti con disabilità, DSA, disturbi del neurosviluppo e altri bisogni educativi speciali.
La crescita delle situazioni di fragilità in età evolutiva rende infatti sempre più importante affiancare all’incremento delle risorse un rafforzamento qualitativo dell’azione educativa, valorizzando e sostenendo i docenti maggiormente preparati, motivati e capaci di garantire continuità nel rapporto con gli studenti.
Nella proposta di piano in allegato, che individua alcune possibili linee di intervento volte a rafforzare la qualità e la continuità dell’insegnamento.
PROPOSTA DI PIANO
Per la qualità, la continuità didattica e la valorizzazione della professionalità docente
Al Ministero dell’Istruzione e del Merito
PREMESSA
La scuola italiana si trova oggi ad affrontare una crescente complessità educativa.
Accanto alla funzione fondamentale di trasmissione delle conoscenze, agli insegnanti è richiesto di gestire classi sempre più eterogenee, nelle quali sono presenti studenti con disabilità, DSA, bisogni educativi speciali, disturbi del neurosviluppo e situazioni di fragilità emotiva, relazionale o sociale.
La popolazione scolastica italiana supera i 7 milioni di studenti. I dati disponibili indicano circa 340.000 alunni con disabilità certificata e circa 360.000 con DSA; a questi si aggiunge un numero significativo di studenti con altri bisogni educativi speciali, per i quali non esiste un conteggio nazionale unitario e ufficiale.
Si tratta quindi di una realtà che richiede non soltanto risorse aggiuntive, ma soprattutto qualità professionale, competenze relazionali, formazione continua e stabilità delle figure educative.
Tra le criticità maggiormente avvertite dalle famiglie emergono:
la discontinuità del corpo docente, particolarmente penalizzante per gli studenti più fragili;
la difficoltà nella gestione di classi caratterizzate da bisogni educativi molto diversificati;
un’applicazione non sempre omogenea degli strumenti di inclusione, quali PEI, PDP e GLO;
la necessità di rafforzare il coordinamento tra scuola, famiglia e servizi sanitari;
una preparazione non sempre adeguata nella gestione delle dinamiche relazionali e comportamentali complesse.
La qualità della scuola dipende in misura rilevante dalla qualità dei suoi docenti. Per questo riteniamo necessario affiancare agli attuali criteri di reclutamento e progressione professionale strumenti capaci di riconoscere, valorizzare e trattenere nella comunità scolastica gli insegnanti che dimostrano particolare efficacia educativa e didattica.
OBIETTIVO DEL PIANO
La proposta intende promuovere un sistema che consenta di:
valorizzare la qualità dell’insegnamento e favorire la continuità dei docenti che dimostrano competenza, capacità relazionale, attenzione all’inclusione ed efficacia educativa, nel pieno rispetto delle norme sul reclutamento e sulla mobilità del personale scolastico.
La continuità didattica assume particolare importanza quando riguarda studenti con disabilità, DSA, BES o altre condizioni di fragilità, per i quali la stabilità della relazione educativa rappresenta spesso un elemento essenziale del percorso scolastico.
Il principio di fondo è semplice:
l’esperienza professionale deve continuare a rappresentare un valore, ma accanto all’anzianità è opportuno riconoscere anche la qualità dell’azione educativa concretamente svolta.
Cinque linee di intervento
CONTINUITA’ DIDATTICA
Prevedere strumenti che favoriscano, ove possibile e nel rispetto del quadro normativo vigente, la permanenza nella stessa comunità scolastica dei docenti che abbiano dimostrato elevati livelli di professionalità e che intendano proseguire il proprio incarico.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai docenti a tempo determinato che abbiano costruito nel corso dell’anno un rapporto educativo efficace con la classe e con gli studenti più fragili.
Per questi docenti potrebbe essere valutato il riconoscimento di specifici crediti professionali o meccanismi premiali, utili nelle procedure previste dall’ordinamento, con l’obiettivo di ridurre una discontinuità determinata esclusivamente dai criteri di graduatoria.
VALUTAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLA QUALITA’ DOCENTE
Si propone di sperimentare un Sistema integrato di valutazione e valorizzazione della professionalità docente, fondato non su un singolo indicatore, ma sull’analisi di più dimensioni.
La valutazione dovrebbe considerare:
QUALITA’ ED EFFICACIA DIDATTICA
progressione degli apprendimenti, valutata tenendo conto del contesto di partenza;
capacità di personalizzare l’insegnamento;
utilizzo appropriato degli strumenti didattici e delle metodologie inclusive.
PROFESSIONALITA’ E PARTECIPAZIONE ALLA VITA SCOLASTICA
valutazione del dirigente scolastico attraverso criteri strutturati;
collaborazione con colleghi, famiglie e servizi;
partecipazione alla formazione e all’aggiornamento professionale.
DIMENSIONE EDUCATIVA E RELAZIONALE
capacità di instaurare una relazione positiva con gli studenti;
gestione della classe;
attenzione al benessere scolastico;
capacità di riconoscere e gestire situazioni di disagio e fragilità.
INCLUSIONE
conoscenza e corretta applicazione di PEI e PDP;
capacità di lavorare in presenza di DSA, BES, disabilità e disturbi del neurosviluppo;
collaborazione efficace con docenti di sostegno, famiglie e specialisti.
PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE
Le famiglie possiedono un punto di osservazione importante sul percorso educativo degli studenti, ma il loro contributo non dovrebbe trasformarsi in una valutazione diretta o discrezionale del singolo insegnante.
Si propone pertanto di sperimentare questionari nazionali, anonimi e standardizzati, finalizzati esclusivamente a rilevare alcuni aspetti della qualità percepita dell’esperienza scolastica, quali:
chiarezza della comunicazione;
disponibilità al dialogo;
capacità relazionale;
gestione della classe;
attenzione alle difficoltà degli studenti;
percezione del clima educativo.
I risultati dovrebbero essere utilizzati esclusivamente in forma aggregata, con adeguate soglie di rappresentatività, e costituire soltanto una delle componenti del sistema complessivo di valutazione.
In nessun caso il giudizio delle famiglie dovrebbe determinare autonomamente progressioni, sanzioni o permanenza di un docente.
FORMAZIONE E SUPPORTO AI DOCENTI
Valutare significa anche mettere i professionisti nelle condizioni di migliorare.
Il Piano propone pertanto di rafforzare la formazione continua in servizio, con particolare attenzione a:
DSA e BES;
disturbi del neurosviluppo;
gestione delle dinamiche comportamentali;
relazione docente-studente;
prevenzione del disagio e dell’abbandono scolastico;
comunicazione scuola-famiglia;
metodologie didattiche inclusive.
Si propone inoltre di potenziare progressivamente la presenza di psicologi scolastici e figure professionali di supporto, non con una funzione di controllo del docente, ma come risorsa per insegnanti, per gli studenti e famiglie, come strumento di prevenzione del disagio.
VALORIZZAZIONE E SVILUPPO PROFESSIONALE
Ai docenti che, attraverso il sistema di valutazione multidimensionale, dimostrino nel tempo particolare qualità professionale potrebbero essere riconosciuti strumenti di valorizzazione quali:
crediti professionali;
incentivi economici;
opportunità di progressione professionale;
funzioni di tutoraggio e mentoring dei docenti più giovani;
riconoscimenti nell’ambito delle procedure previste per mobilità e sviluppo di carriera;
priorità, ove normativamente possibile, nei meccanismi finalizzati alla continuità didattica.
L’obiettivo non è creare una graduatoria tra “buoni” e “cattivi” insegnanti, ma riconoscere le professionalità migliori e utilizzarle come risorsa per l’intera comunità scolastica.
UNA PARTICOLARE ATTENZIONE AL SOSTEGNO
La qualità professionale assume un rilievo ancora maggiore quando il docente opera con studenti in condizioni di particolare fragilità.
Per questo appare opportuno rafforzare, nell’accesso e nell’esercizio delle funzioni di sostegno:
la verifica delle competenze pedagogiche e didattiche;
la preparazione sui disturbi e sui bisogni educativi;
le competenze relazionali;
la conoscenza e la capacità di applicazione di PEI e PDP;
la formazione continua;
la motivazione a svolgere una funzione educativa caratterizzata da particolare complessità.
Gli stessi principi, pur con modalità differenti, dovrebbero progressivamente interessare l’intero corpo docente, poiché l’inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali è responsabilità della comunità scolastica nel suo complesso.
UN SISTEMA DI VALUTAZIONE ORIENTATO AL MIGLIORAMENTO
Il lavoro dell’insegnante comporta un elevato livello di responsabilità, complessità e coinvolgimento emotivo.
Per questa ragione, qualsiasi sistema di valutazione dovrebbe essere concepito prioritariamente come strumento di crescita, accompagnamento e valorizzazione professionale, e non come meccanismo prevalentemente sanzionatorio.
Il modello proposto dovrebbe rispettare alcuni principi fondamentali:
criteri nazionali trasparenti;
valutazione multidimensionale;
utilizzo di indicatori contestualizzati;
anonimato dei questionari rivolti alle famiglie;
esclusione di automatismi fondati su un singolo indicatore;
diritto del docente a conoscere gli elementi della valutazione e a richiederne la revisione;
tutela da forme di pressione o giudizi discrezionali;
monitoraggio indipendente degli effetti del sistema.
SPERIMENTAZIONE
Considerata l’innovatività della proposta, appare opportuno procedere per fasi.
SPERIMENTAZIONE NAZIONALE
Avvio di una sperimentazione biennale in un campione di scuole disponibili, rappresentativo dei diversi territori e cicli scolastici.
La sperimentazione dovrebbe consentire di verificare:
efficacia degli indicatori;
sostenibilità organizzativa;
qualità dei sistemi di feedback;
effetti sulla continuità didattica;
percezione da parte dei docenti;
effetti sul clima scolastico e sul benessere degli studenti.
VALUTAZIONE
Analisi dei risultati da parte del Ministero e degli organismi competenti, con il coinvolgimento delle rappresentanze professionali, delle famiglie e degli esperti del settore.
EVENTUALE ESTENSIONE
Sulla base dei risultati della sperimentazione, definizione degli interventi normativi, contrattuali e organizzativi necessari per una progressiva estensione del modello.
RISULTATI ATTESI
Il Piano mira a produrre benefici concreti e misurabili:
maggiore continuità didattica;
valorizzazione dei docenti più efficaci;
miglioramento della qualità dell’insegnamento;
rafforzamento delle competenze nella gestione di DSA, BES e disabilità;
miglioramento del clima scolastico;
maggiore collaborazione tra scuola e famiglie;
prevenzione delle situazioni di disagio e progressivo allontanamento dalla scuola;
maggiore attrattività e riconoscimento sociale della professione docente.
CONCLUSIONE
La scuola ha bisogno di docenti preparati, motivati e riconosciuti nel valore del proprio lavoro.
Per questo riteniamo possibile affiancare agli attuali criteri basati sui titoli e sull’esperienza professionale strumenti capaci di riconoscere anche la qualità concreta dell’azione educativa, attraverso un sistema trasparente, equilibrato e verificabile.
La proposta non intende mettere in discussione le garanzie del personale docente né introdurre meccanismi di valutazione semplicistici.
Al contrario, intende costruire un modello nel quale valutazione, formazione, valorizzazione e continuità costituiscano parti di un unico percorso di crescita professionale.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai docenti a tempo determinato che dimostrino sul campo competenza ed efficacia, evitando, ove possibile e nel rispetto delle norme vigenti, che professionalità riconosciute dalla comunità scolastica vengano disperse al termine di ogni anno.
Premiare la qualità, sostenere chi insegna bene e favorirne la continuità significa investire direttamente nella qualità della scuola e nel benessere degli studenti.
PANSPANDASMED.info
Stefania Lessio
Cav. Mariacristina Arrigoni
LABORATORIO SALUTE E SOCIETÀ – COMITATO M’IMPEGNO
Avv. Patrizia Comite