A cura del Dott. William Nestola – Tutor dell’apprendimento esperto in DSA, ADHD e BES, specializzato nello sviluppo e nel potenziamento delle funzioni esecutive in bambini e adolescenti con disturbi del neurosviluppo.
Inclusione scolastica e DSA, ADHD e DOP
Nel contesto scolastico attuale, parlare di inclusione non è più un’opzione, ma una necessità concreta. Le classi sono sempre più caratterizzate da una presenza significativa di studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), rendendo il lavoro educativo ancora più complesso e articolato. Sempre più insegnanti e famiglie si trovano infatti ad affrontare situazioni complesse legate ai DSA, spesso associati ad altre condizioni del neurosviluppo come l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) e il DOP (Disturbo Oppositivo Provocatorio). Molti bambini o ragazzi diagnosticati pans pandas possiedono una certificazione DSA e/o ADHD e/o DOP.
Queste combinazioni rendono il percorso scolastico particolarmente complesso, non solo per gli studenti, ma anche per chi li accompagna nel loro percorso educativo. Per questo motivo è fondamentale adottare un approccio pratico, integrato e multidisciplinare, capace di rispondere in modo efficace ai bisogni reali dei ragazzi.
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), che includono dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, rappresentano una condizione frequente in età evolutiva e pongono sfide rilevanti nei contesti scolastici.
Tali disturbi si manifestano con difficoltà circoscritte in specifiche abilità accademiche, a fronte di un funzionamento cognitivo globale nella norma.
Il ruolo della scuola nell’individuazione e nell’intervento precoce
In questo scenario, la scuola assume un ruolo centrale non solo nell’individuazione precoce, ma soprattutto nell’attuazione di interventi pratici ed efficaci, orientati all’inclusione e al successo formativo.
Diagnosi DSA e Piano Didattico Personalizzato (PDP)
A partire da essa, il genitore può richiedere il Piano Didattico Personalizzato (PDP), strumento essenziale per la progettazione educativa individualizzata.
Il PDP deve tener conto:
delle difficoltà specifiche
delle risorse cognitive
degli aspetti emotivi e motivazionali
del contesto familiare e scolastico
Approccio multidisciplinare: scuola, famiglia e specialisti
La presa in carico, infatti, risulta realmente efficace quando si configura come un processo integrato, che coinvolge figure sanitarie (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista) e personale scolastico, insieme all’inserimento dello studente in un percorso di tutoraggio individuale, con un tecnico specialista del comportamento ad esempio Tutor DSA.
Capita che nelle scuole venga inserita una figura esterna che conosca davvero approfonditamente le strategie di supporto per DSA, ADHD e DOP, in grado di collaborare con insegnanti e famiglie per favorire l’apprendimento, la gestione del comportamento e il benessere emotivo dello studente.
Didattica personalizzata: strategie efficaci per studenti con DSA
Dal punto di vista operativo, la didattica personalizzata rappresenta il cardine dell’intervento. Essa implica un adattamento flessibile dei contenuti, dei tempi e delle modalità di insegnamento, con l’obiettivo di favorire l’accesso all’apprendimento
Strategie didattiche per DSA
linguaggio chiaro e segmentato
anticipazione degli argomenti
mappe concettuali e schemi visivi
approccio multimodale (visivo, uditivo, cinestetico)
Strumenti compensativi e misure dispensative
Fondamentale è anche l’impiego di strumenti compensativi, che permettono allo studente di aggirare le difficoltà senza ridurre gli obiettivi di apprendimento.
Strumenti compensativi per DSA: tra questi rientrano
sintesi vocale
software di lettura e scrittura facilitata
mappe digitali
calcolatrice
formulari
Parallelamente, le misure dispensative consentono di alleggerire il carico nelle aree di maggiore difficoltà, attraverso interventi quali:
Misure dispensative
dispensa dalla lettura ad alta voce
concessione di tempi aggiuntivi nelle verifiche
riduzione della quantità di esercizi
valutazione focalizzata sui contenuti piuttosto che sulla correttezza formale
Gestione della classe e inclusione scolastica
Un ambiente inclusivo e non giudicante favorisce il benessere dell’intero gruppo classe. Un ulteriore elemento cruciale riguarda la gestione del contesto classe. Spesso gli altri studenti non comprendono le motivazioni di un carico alleggerito per coloro che hanno una certificazione DSA.
La costruzione di un ambiente inclusivo, accogliente e non giudicante favorisce non solo il benessere dello studente con DSA, ma anche l’intero gruppo classe. In tale ottica, risultano efficaci strategie come:
Strategie inclusive
cooperative learning
sensibilizzazione dei compagni
valorizzazione dei punti di forza
Non meno importanti sono gli aspetti emotivi e motivazionali
Aspetti emotivi e motivazionali negli studenti con DSA
Gli studenti con DSA sono frequentemente esposti a esperienze di insuccesso scolastico, con possibili ricadute sull’autostima e sull’ansia da prestazione. È pertanto fondamentale che gli insegnanti adottino modalità comunicative basate su:
feedback positivi e realistici
evitare confronti penalizzanti
promuovere il senso di autoefficacia
sviluppare consapevolezza del proprio stile di apprendimento
Il ruolo della famiglia nel supporto allo studio
Il coinvolgimento della famiglia rappresenta un ulteriore fattore determinante. Una comunicazione costante e una condivisione degli obiettivi educativi permettono di garantire coerenza tra ambiente scolastico e domestico, favorendo un supporto efficace nello studio e nella gestione delle difficoltà.
Il coinvolgimento della famiglia è determinante per garantire:
coerenza educativa
continuità tra scuola e casa
supporto efficace nello studio
Formazione degli insegnanti sui DSA
Infine, la formazione degli insegnanti costituisce una condizione imprescindibile per l’efficacia degli interventi.
La conoscenza APPROFONDITA dei DSA, delle loro manifestazioni e delle strategie didattiche più appropriate consente ai docenti di rispondere in modo competente e flessibile ai bisogni degli studenti ma soprattutto efficace.
Sul piano del rapporto con gli altri, risulta efficace implementare attività di tutoring tra pari, dove lo studente con DSA può alternarsi nel ruolo di chi riceve aiuto e chi lo fornisce in ambiti in cui eccelle, smantellando così lo stigma della disabilità a favore del concetto di neurodiversità.
L’approccio verso i ragazzi con DSA richiede un approccio pratico, integrato e multidisciplinare, in cui la personalizzazione didattica e l’attenzione agli aspetti emotivi si combinano con una forte collaborazione tra scuola, famiglia e servizi sanitari per garantire il reale diritto all’apprendimento e il pieno sviluppo delle potenzialità di ciascuno studente.
ADHD a scuola: caratteristiche e impatto sull’apprendimento
Accanto ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento, nei contesti scolastici è frequentemente presente anche il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), un disturbo complesso e multifattoriale, che presenta molteplici sfaccettature. Tuttavia, viene ancora frequentemente semplificato e identificato solo come un disturbo legato al deficit di attenzione, trascurando altri aspetti fondamentali come l’impulsività, l’iperattività e le difficoltà nella regolazione emotiva e comportamentale.
Tali caratteristiche possono interferire significativamente con il funzionamento scolastico, incidendo sulla capacità di
mantenere l’attenzione
organizzare il lavoro
rispettare le consegne
gestire il comportamento in classe.
Anche in questo caso, il punto di partenza è rappresentato da una valutazione specialistica accurata, necessaria per delineare il profilo funzionale dello studente e individuare le aree di maggiore criticità e le risorse disponibili. In ambito scolastico, gli interventi devono essere formalizzati all’interno di un Piano Didattico Personalizzato (PDP), o di altri strumenti previsti dalla normativa, e condivisi tra scuola, famiglia e servizi sanitari.
Strategie didattiche per studenti con ADHD
Dal punto di vista operativo, l’intervento con studenti con ADHD si fonda su un approccio strutturato, prevedibile e altamente organizzato.
È fondamentale:
fornire indicazioni chiare, concise e segmentate,
suddividere i compiti complessi in unità più semplici e gestibili.
utilizzare routine stabili
pianificare esplicitamente le attività che consente di ridurre il carico cognitivo e migliorare la capacità di autoregolazione.
Tra le strategie didattiche più efficaci rientrano:
• la definizione di tempi brevi di lavoro alternati a pause programmate, per sostenere l’attenzione;
• l’uso di prompt visivi e verbali per guidare l’esecuzione del compito;
• il ricorso a strumenti di organizzazione (agenda, checklist, timer);
• la disposizione dello studente in una posizione della classe con ridotte fonti di distrazione.
Particolare rilevanza assume l’intervento sul comportamento, che si basa sui principi dell’analisi del comportamento applicata. In questo senso, risultano efficaci strategie come:
il rinforzo positivo contingente
la definizione di obiettivi comportamentali chiari e osservabili
l’utilizzo di sistemi di token economy per incrementare i comportamenti adeguati.
È importante che le regole siano poche, esplicite e coerentemente applicate.
Dal punto di vista emotivo e motivazionale, gli studenti con ADHD possono sperimentare frequenti frustrazioni e difficoltà nella gestione delle emozioni.
Pertanto, è fondamentale promuovere interventi di educazione emotiva e autoregolazione, aiutando lo studente a riconoscere i propri stati interni e a sviluppare strategie funzionali di coping.
Il docente deve adottare uno stile comunicativo calmo, prevedibile e non punitivo, privilegiando il rinforzo dei comportamenti adeguati rispetto alla focalizzazione sull’errore.
Un ulteriore elemento chiave è rappresentato dal coinvolgimento attivo della famiglia, al fine di garantire coerenza educativa e continuità tra i diversi contesti di vita dello studente. In molti casi, può risultare utile integrare l’intervento scolastico con percorsi psicoeducativi o comportamentali condotti da specialisti.
Infine, la gestione degli studenti con ADHD richiede una specifica formazione da parte degli insegnanti, orientata alla comprensione dei meccanismi neuropsicologici sottostanti e all’acquisizione di strategie pratiche per la gestione della classe.
Un approccio competente e consapevole consente non solo di ridurre i comportamenti problematici, ma anche di valorizzare le potenzialità dello studente, favorendone il successo scolastico e il benessere globale.
DOP a scuola: come gestire il comportamento oppositivo
Dal punto di vista operativo, il trattamento del DOP si fonda su un approccio educativo-strutturato e relazionale, orientato alla prevenzione dei comportamenti problematici piuttosto che alla loro sola gestione reattiva. È fondamentale stabilire regole chiare, poche e coerenti, esplicitando in modo concreto le aspettative comportamentali e le conseguenze associate.
Tra le strategie più efficaci rientrano:
• l’uso sistematico del rinforzo positivo per incrementare i comportamenti adeguati;
• la definizione di routine prevedibili, che riducono l’incertezza e l’oppositività;
• la proposta di scelte guidate, per favorire il senso di controllo dello studente (es. “preferisci iniziare da questo esercizio o da quest’altro?”);
• l’anticipazione delle situazioni critiche e la pianificazione di strategie alternative di comportamento.
Particolare attenzione deve essere posta alla gestione del conflitto.
L’adulto deve mantenere un atteggiamento calmo, fermo e non provocatorio, evitando escalation conflittuali e scontri diretti di potere. È importante non interpretare il comportamento oppositivo come una sfida personale, ma come un’espressione di difficoltà nella regolazione emotiva e comportamentale.
Dal punto di vista emotivo, gli studenti con DOP presentano spesso difficoltà nella gestione della rabbia e nella tolleranza alla frustrazione.
Risulta quindi fondamentale integrare interventi di educazione emotiva, insegnando strategie di riconoscimento e modulazione delle emozioni, problem solving e abilità sociali.
Nel contesto classe, è utile promuovere un clima inclusivo che riduca lo stigma e favorisca relazioni positive con i pari. Strategie come il cooperative learning e il tutoring possono contribuire a migliorare le competenze sociali e il senso di appartenenza al gruppo.
Il coinvolgimento della famiglia è essenziale per garantire coerenza educativa tra i diversi contesti di vita. Interventi di parent training possono supportare i genitori nella gestione dei comportamenti oppositivi e nel rafforzamento di pratiche educative efficaci.
Infine, la formazione degli insegnanti riveste un ruolo cruciale:
la conoscenza delle dinamiche comportamentali e delle strategie di gestione consente di intervenire in modo preventivo ed efficace, riducendo il rischio di cronicizzazione dei comportamenti problematici e favorendo un’evoluzione positiva del percorso scolastico e relazionale dello studente.
La comorbidità tra ADHD e DOP (Disturbo Oppositivo Provocatorio) è una delle sfide cliniche più complesse.
Non si tratta solo di sommare due “etichette”, come spesso purtroppo accade, ma di comprendere come l’impulsività dell’uno alimenti la reattività dell’altro.
In questo scenario, il ruolo del Tutor specializzato è determinante. Il Tutor non lavora solo sulla “performance”, ma agisce sulle implicazioni cliniche quotidiane:
– Riduce l’attrito tra ragazzo e istituzioni (scuola/famiglia).
– Fornisce strategie di problem solving per gestire i momenti di blackout emotivo.
– Trasforma la frustrazione in competenza.
Senza un supporto strutturato, il rischio è la cronicità del conflitto. Con il giusto affiancamento, il “no” può diventare un “proviamoci insieme”.
Dott. Willian Nestola
Bibliografia:
American Psychiatric Association. (2022). DSM-5-TR.
Legge 8 ottobre 2010, n. 170.
Cornoldi, C. (2019). I disturbi dell’apprendimento. Il Mulino.
MIUR. (2011). Linee guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA.
Biografia:
Il Dott. William Nestola Laureato in Scienze dell’ Educazione e della Formazione presso l’università di Roma Tor Vergata è tutor dell’apprendimento esperto in DSA, ADHD e BES, specializzato nello sviluppo e nel potenziamento delle funzioni esecutive in bambini e adolescenti con disturbi del neurosviluppo.
È impegnato nella divulgazione e nella formazione sui disturbi del neurosviluppo, con particolare attenzione alla gestione delle comorbidità tra ADHD, DSA e disturbi neuropsichiatrici ad esordio acuto come PANS/PANDAS.
Mail: william.nestola18@gmail.com
Istagram: drwilliamnestola
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